La cosa piu’ importante nel tennis tavolo è l’impugnatura. Una impugnatura sbagliata puo’ essere la causa di una tecnica sbagliata. Alcuni giocatori hanno svariati problemi su questa durante tutta la loro vita pongistica senza nemmeno saperlo.

Diamo un’occhiata a di Timo Boll, la sua impugnatura è esemplare. Questo non vuol dire che tutti dovrebbero tenere la racchetta come Timo, ma si dovrebbe fare attenzione ai principi di base. Ognuno ha leggere differenze nell’impugnatura, a causa delle dimensioni della mano e alla lunghezza delle dita. Ci sono anche una serie di differenze individuali, che sono tollerabili e non influiscono negativamente sulla prestazione.

Ogni allenatore, che lavora con i bambini, sa quanto è difficile, e a volte impossibile, cambiare modo di impugnare la racchetta a bambini che hanno giocato a scuola o all’oratorio prima di andare in una squadra di ping pong vera e propria. E’ già difficile cambiare impugnatura con un buon giocatore per migliorare il suo gioco. Se si vuole cambiare impugnatura dal dritto al rovescio oppure sul servizio, si dovrà ad andare a modificare dei dettagli molto piccoli ed è necessaria una bella dose di attenzione e pazienza.

Foto 1: Timo preferisce la classica impugnatura Europea, shakehand, che sta prendendo piede sempre di piu’ anche nelle nazioni di riferimento asiatiche, Cina, Korea e Giappone. Diamo un’occhiata prima al rovescio. Il dito indice è allungato alla base del piatto della racchetta. In questo modo ha pieno contatto col telaio con l’interazione tra il pollice e l’indice. Alcuni giocatori commettono l’errore di toccare la racchetta solo con la punta dell’indice che invece di essere tutto in contatto. La posizione del polso è davvero importante. Guardando quella di Timo, notiamo che è rilassato in posizione base (linea gialla), non troppo inclinato verso il basso (errore F1) e non troppo dritta (errore F2). Entrambi gli errori si vedono spesso e causano una presa troppo bloccata, con limitazione del polso ed errori tecnici.

La regola di base è di non impugnare la racchetta troppo stretta, a parte al contatto con la pallina, perché produrrà un movimento bloccato e disarmonico.

Foto 1a: Qui vediamo Timo nella sua tipica posizione base quando riceve un servizio, (che vedremo meglio nella prossima newsletter). Ancora potete vedere la naturale e rilassata posizione del polso (linea verde). La foto mostra anche alcune particolarità di Timo Boll. Il dito indice si muove leggermente verso l’alto quando attende il servizio dell’avversario. Dobbiamo notare che Timo risponde spesso con il dritto ai servizi avversari e la sua presa di dritto è leggermente diversa rispetto al rovescio. Quando il dito si sposta appena verso l’alto l’apertura di dritto è facilitata. Con il rovescio è invece l’opposto. Il dito indice rimane giu’ come in figura 1. L’angolo della racchetta è migliore per il colpo di rovescio (palleggio, contro top e topspin).

 

 

La leggenda del tennis tavolo, lo svedese Jan Ove Waldner è stato il primo giocatore che ha introdotto il cambiamento di presa tra dritto e rovescio, davvero difficile da notare per un amatore. Necessita di un enorme feeling e una coordinazione perfetta specialmente quando si pensa alla velocità del ping pong moderno. Nei top players non ce n’è uno con l’impugnatura shakehand che non cambia presa dal dritto al rovescio.

Foto 2: guardando dalla parte del dritto, vediamo ancora la posizione rilassata e naturale del polso. Il medio, anulare e mignolo sono rilassati intorno al manico, altrimenti vedremmo i nevi tesi alla base del polso. Interessante vedere la posizione del pollice che non è sulla racchetta come nella foto 2a. Specialmente nella posizione del pollice e il cambio di posizione, possiamo vedere molte variazioni individuali tra i giocatori. Alcuni hanno il pollice un po’ piu’ su nel piatto, altri invece lo tengono sul manico, altri ancora, come Timo, invece, lo tengono appena piu’su del manico. In ogni caso l’impugnatura di Timo e la posizione del pollice sono adatte per i piccoli cambiamenti durante gli scambi di un punto.

Figura 3: Timo Boll ha uno dei servizi piu’ micidiali tra i professionisti. Ha una presa davvero personale specialmente per il servizio di dritto. Il suo dito indice si allunga sulla racchetta, ma senza tensione, altrimenti avrebbe il polso bloccato. Le altre tre dita sono raggruppate sopra il manico e come nella presa a penna cinese con il medio a contatto col telaio. Nella foto 3a possiamo vedere che il pollice si estende leggermente sulla racchetta e la tiene premuta. I tre punti di pressione, indice, pollice e medio, fanno un presa ideale della racchetta e danno la perfetta mobilità al polso come nella presa cinese. Occorre poi spostarsi velocemente da  questa presa alla normale presa di gioco in pochi istanti e questo necessita di una buona abilità, e non puo’ essere imparato velocemente. Naturalmente ci sono tante varietà di prese per il servizio di dritto, e Timo ha una delle migliori sicuramente perché permette al polso notevole mobilità e velocità. Il suo servizio ha un notevole spin che tanti non possono immaginare.

Copyright Butterfly-world.com , traduzione libera Lucioping