Dal sito pingpongitalia.com del 20.03.2006 articolo di Spin Doctor

I TRATTAMENTI DELLE PUNTINATE

Trattare le puntinate è vietato dal regolamento, trattare le puntinate aumenta il disturbo e l'effetto casuale della pallina mettendo in difficoltà, talvolta poco talvolta molto, l'avversario.

1. trattamento superficiale dei puntini con sostanze indurenti tipo Attack o, su scala industriale, vetroresina; lo si effettua solo sulla punta del puntino. EFFETTO: quando la pallina colpisce delicatamente la gomma, per esempio su palla tagliata o su scambio lento, il puntino non si flette e quindi prevale l’impatto con la parte dura, determinando pertanto un colpo simile a quello che si otterrebbe con una superficie di vetro e cioè assenza assoluta di effetto inferiore; è cioè un finto taglio. Qualora viceversa la palla in arrivo abbia forte impatto, il puntino si piega e prevale quindi l’effetto contrario: si determina una palla corta e tagliata, soprattutto se questo trattamento, come spesso accade, è accompagnato da quello descritto al successivo punto 2. COME SI RILEVA: basta toccare la gomma e la sensazione tattile non corrisponde a quella della gomma, bensì a qualcosa di duro, pungente. Già alla base alcune gomme (vedi quelle… sanitarie) contengono questo trattamento. CHE VANTAGGI DA’: il giocatore che governa bene tale artifizio è in condizione di togliere il taglio su palla che arriva tagliata o darne a volontà spingendo con forza; ecco da dove nascono quei colpi innaturali di rovescio con il gomito alto sul diritto avversario. SVANTAGGI: su palla senza effetto e corta è difficile tagliare con una gomma vetrificata; questo trattamento inoltre si perde con il tempo e si è costretti a ripeterlo o a cambiare gomma.
2. trattamento della gomma per “ammorbidirla”, cosiddetta gomma marcia: lo si effettua immergendo la gomma in sostanza oleosa per un certo periodo di tempo, poi la si asciuga in superficie e la si passa in forno, quasi sempre a microonde per fissare il risultato: più tempo la gomma passa a mollo ed in forno, più si ammorbidisce e si dilata. In genere i giocatori di tale specie hanno già montate su altri telai più di una gomma a diversi gradi cottura e quindi di fastidio. Essendo morbidissimi i puntini si flettono esageratamente ed in diverse direzioni, come se schiacciamo e rilasciamo un prato di erba con una mano: si determina così una sorta di indecifrabile effetto di ritorno, costituito spesso da una palla tagliatissima con aggiunta di effetti laterali che rispondono ovviamente alle leggi della fisica, ma in modo sempre diverso ed insondabile. COME SI RILEVA: a parte il n° di puntini al cmq, che serve a poco in quanto solo gli sprovveduti monterebbero una gomma non in linea con questa assurda regola (fra l’altro vi sono in commercio puntinate corte con puntini larghi non trattate ai limiti del regolamento sul n°, ma assolutamente regolari in tutto), la sensazione tattile di qualcosa di esageratamente morbido e “marcio”, oltre che innaturale è facilissima da rilevare, per non parlare poi del vedere come torna la palla a qualsiasi scambio si faccia. A volte resta nella base dei puntini una parte unta e di colore più scuro (effetto della cottura). I puntini inoltre sono più larghi del normale. CHE VANTAGGI DA’: è evidente che il mix fra palla corta, tagliatissima e con effetti laterali “casuali”, è difficile da contrastare, soprattutto quando il trattamento è congiunto a quello del punto 1: su palla tagliata o morta il chimico può restituire, se non spinge, senza taglio, o, spingendo, con effetto inferiore e laterale accentuatissimo. Sulla risposta al top ci sarà comunque molto taglio e palla che si ferma subito al di là della rete. SVANTAGGI: le gomme non sempre vengono cotte bene e a volte sono da buttare, poi essendo così morbide durano poco (questi giocatori in genere si allenano con trattate “poco” per poi sguainare la supermarcia in gara, salvo poi tornare alla poco marcia, ma comunque irregolare, se richiamati da un arbitro sospettoso, eventualità rara, ed indulgente: della serie: “questa sì che va bene!”); è quindi un problema a volte economico. E’ inoltre obiettivamente difficile utilizzare efficacemente una trattata molto marcia: un principiante o un giocatore poco allenato ne avrebbe più danno che beneficio, ci vuole tanto tempo e pazienza, otre che faccia tosta: questo spiega perché non sono tantissimi i chimici, anche se poi, vedi l’anno scorso, arrivano primi nei tornei nazionali.
3. Gomma attaccata solo ai bordi: è la forma di adulterazione più semplice, con la variante fantasiosa di sostituire nella parte centrale la colla con altri materiali tipo Nivea. Su risposta al top o alla schiacciata la gomma aderisce al telaio e risponde quasi normalmente, su apertura o spinta (solito gomito alto e spinta dall’alto in basso), la gomma si stacca e quello che ne consegue è un risultato simile al punto 2, anche se meno accentuato. COME SI RILEVA: tenuta la racchetta in mano orizzontale con la puntinata rivolta verso il basso si vede la gobba e/o, se si utilizzano le creme per le mani di cui sopra, basta comunque passare un dito sulla gomma, e questa si increspa facilmente come il mare nel golfo di Trieste. CHE VANTAGGI DA’: non costa nulla ed è semplice da mettere in atto; se utilizzata da sola è comunque una alterazione non efficacissima. Fra l’altro è l’unica che può essere utilizzata con qualche vantaggio anche sulle gomme liscie, con l’unico scopo, in questo caso, di nascondere, soprattutto in blocco o in scambio, la velocità della palla di ritorno e farla mandare in rete all’avversario. SVANTAGGI: in effetti non è un metodo da usare da solo, pena il rischio di squalifica, a fronte di un risultato non eccezionale: se usato da solo equivale ad aprire una cassaforte ed a rubare poi solo la chiave e non il contenuto.
4. trattamento superficiale dei puntini con sostanza rimovibile: si tratta di lucido da scarpe o simile, distribuito con un’apposita spugnetta sui puntini: ha un effetto simile al punto 1, con l’aggiunta che la sostanza si attacca col tempo alla pallina e successivamente alla gomma dell’avversario che così diventa praticamente inusabile diventando liscia e senza grip: non taglia più ed il tentativo di top va in rete. COME SI RILEVA: in genere il giocatore spalma il materiale fra un set e l’altro, così da presentare la racchetta immacolata ad inizio partita: è evidente che l’applicazione del regolamento darebbe garanzie (racchetta sul tavolo nei cambi di campo) ma questa è una chimera; ad ogni buon conto passando la mano sui puntini spalmati questa ovviamente si lucida… CHE VANTAGGI DA’: essendo un trattamento passeggero, è irrilevabile ad inizio partita e non costa nulla. E’ inoltre meno evidente all’avversario. SVANTAGGI: rende difficoltoso l’utilizzo del dritto anche all’adulteratore, che ovviamente si metterà solo di rovescio ad attendere l’errore avversario.

 

 

 

14.06.2006 da un amico

Come trattare la puntinata

Tra le gomme più adatte al trattamento c'è sicuramente la TSP Curl Bamboo ox.
 

1) Ammorbidire

Versare del tricloretilene (sostituto della trielina) in una vaschetta larga il giusto da contenere la gomma. Questo liquido in pochi secondi farà gonfiare e allargare la gomma.

Adagiare la gomma dentro alla vaschetta per qualche decina di secondi e successivamente toglierla. Una volta estratta, la gomma tenderà a ritornare alle dimensioni normali. Per bloccare questo processo alla larghezza e morbidezza desiderata occorre immergerla in un bagno di olio di lino (reperibile in negozi di bricolage),  precedentemente preparato in altra vaschetta.

2) Vetrificarla

Passare un sottile strato di calzanetto, spugna autolucidante, sui puntini ammorbiditi della gomma, quindi asciugare meticolosamente il tutto con il phon caldo.


Ora sarete pronti con gomma ammorbidita e vetrificata, per frodare le regole del ping pong, degni di essere squalificati... Arbitri attenti, procurarsi una bamboo nuova e confrontare ogni volta se la larghezza dei puntini è quella giusta, fa scoprire tanti imbroglioni.