Afterhours e tennistavolo: passioni a volte incompatibili

 

Recentemente ho avuto occasione di riflettere su una splendida frase di Jacques Attali ( riportata sul retro del cd “Sud”, colonna sonora dell’omonimo ottimo film di Gabriele Salvatores ) : “ La musica esiste sempre e comunque: solo l’ascolto è intermittente” e sono arrivata alla conclusione di quanto, nel mio caso, sia vera. Oltre al tennistavolo ci sono infatti altre due cose che mi piacciono da impazzire: la lettura e andare ai concerti. Non mi soffermerò tanto sulla prima, quanto sulla seconda, poiché è proprio quest’ultima che, in qualche modo, ha avuto occasione di interferire con la mia pratica sportiva pongistica, ma andiamo per ordine.

La mia gloriosa attività di spettatrice ha avuto un magnifico esordio nell’ormai lontano 1991, in occasione di una vacanza-studio in Germania, che peraltro aveva molto più a che vedere con la prima che con il secondo. Trovandoci nella località di Kassel, alcune amiche ed io siamo state letteralmente baciate dalla fortuna, dato che i Simple Minds, che in quegli anni furoreggiavano, avevano scelto proprio questa città per una data del loro tour. Naturalmente non avremmo mai potuto lasciarci scappare un’occasione del genere e così, un po’ titubanti per via della novità, abbiamo deciso di andarci. E’ stata una serata bellissima e alla fine, anche se àfone, abbiamo tacitamente preso un accordo: anche in Italia avremmo replicato l’esperienza. C’è da dire che in quegli anni le occasioni non mancavano di certo, anche se i concerti di una certa importanza erano in città abbastanza lontane dalla nostra, però con un po’ di organizzazione e di qualche treno o eventuale amico compiacente automunito, la cosa si poteva fare. Abbiamo visto veramente di tutto: i Simply Red, gli U2, Bruce Springsteen due volte, sia a Milano che a Roma, i Deep Purple, i Def Leppard, i Nirvana e una marea di altri tra cui anche gli Iron Maiden, in un mitico concerto a Bologna, del quale ancora mi vanto quando voglio fare sensazione alle feste. Naturalmente queste trasferte necessitavano di adeguata preparazione psicologica; bisognava essere pronti ad affrontare giornate intere in fila sotto il sole e le conseguenti carenze alimentari ed idriche che caratterizzavano bene o male tutte queste occasioni, ma la voglia di vedere i nostri idoli era tanta, che alla fine non ci pesavano neanche.

Col tempo, poi, questa passione è diventata più difficoltosa, specie nel mio caso, avendo io un marito non appassionato ed un figlio di sei anni che puntualmente si offre di accompagnarmi ma non viene mai accontentato. Da questo punto di vista, però, mi ha dato una grossa mano abitare a Senigallia, perché proprio qui, o comunque nei dintorni, si svolgono moltissimi concerti, anche del genere che ormai da diversi anni prediligo: il rock alternativo. Spesso da queste parti fanno la loro comparsa dei gruppi fantastici: Mau Mau, Baustelle, Modena City Ramblers, ma la vera grande occasione mi si è presentata il 4 marzo scorso ad Ancona: gli AFTERHOURS! E’ difficile spiegare quanto io adori questo gruppo, ma forse basta sapere che non contenta di ascoltarli ogni volta che mi è possibile, uso i loro cd anche la sera per addormentarmi ( insieme ai La Crus e ai Massimo Volume sono la mia ninnananna preferita! ). Ovviamente erano già venuti da queste parti diverse volte, ma dato che me ne sono innamorata da poco più di un anno, per me si trattava della prima occasione reale di vederli. Non potevo assolutamente perderla ed essendo un sabato sera la cosa si presentava piuttosto agevole. E’ vero che la mattina dopo alle 9 avevo in programma la gara regionale del CSI valida per la qualificazione nazionale, ma ho pensato che potevo fare entrambe le cose. Così, dopo una settimana di fibrillazione, e dopo aver ottenuto anche il poster degli After, al locale negozio di dischi, sono andata con un’amica a vederli. E’ stato un concerto meraviglioso, nel quale hanno proposto, oltre ai loro classici, anche il loro ultimo album in inglese “ Ballads for little hyenas”, veramente bello in entrambe le versioni ed io mi sono divertita moltissimo a cantare tutte le canzoni. Credo di aver sentito da qualche parte che a Manuel Agnelli, leader degli After, non piacciono molto i cori durante i concerti. Non so se sia vero, ma se mai leggerà questo pezzo, ci terrei che sapesse che per quelli come me è impossibile non partecipare ed è una bellissima soddisfazione.

Poco prima dell’inizio sono riuscita anche ad avvicinare il cantante dei Sux, che suona con loro, e ho potuto salutarlo e fargli i complimenti.

Comunque dopo la fantastica serata, tornata a casa ad un’ora alla quale non sono ormai più abituata, mi sono addormentata come la più classica delle dormitici da competizione. E’ stato mio marito, alle otto del mattino dopo, a svegliarmi dicendomi: “ Alzati, devi andare a giocare! “. In quel momento dovevo essere proprio non connessa e come mi sentivo sta tutto nella risposta che gli ho dato:” A cosa?”.

Adesso so che quando c’è una gara in programma è bene seguire le classiche regole di vita sportiva, ma nonostante questo so che lo rifarei. Il torneo è saltato ma quella serata non l’avrei cambiata nemmeno con una vittoria!

 

                                                                      Billy